5) Tindal. Religione naturale e religione rivelata.

Tindal propone una distinzione fra rivelazione interna (la
religione naturale) ed esterna (la rivelazione cristiana), per
concludere che, secondo ragione, solo la prima  universale e
necessaria.
M. Tindal, Il cristianesimo antico quanto la creazione, Capitolo
primo (pagine 293-294).

[_] io penso che non si possa sottolineare abbastanza l'importanza
della religione naturale; la quale, nel senso in cui io la
intendo, differisce da quella rivelata soltanto per il modo in cui
viene comunicata: l'una infatti  la rivelazione interna, l'altra
la rivelazione esterna della medesima volont immutabile di un
Essere, che  in ogni tempo ugualmente saggio e buono.
[_] Si pu forse ammettere che un Essere infinitamente buono e
misericordioso, che fa conoscere agli uomini mediante i loro sensi
ci che  utile o dannoso alla salute fisica, abbia avuto minor
riguardo per le loro parti immortali, e non abbia concesso loro a
ogni epoca mezzi sufficienti per scoprire, mediante la luce
dell'intelletto, quanto occorre per il bene delle loro anime, ma
addirittura li abbia costretti, o almeno abbia costretto alcuni di
loro, a rimanere per secoli e secoli in una funesta ignoranza, o
nell'errore?.
Per spingere pi oltre la questione, lasciate che vi domandi se
non esiste una luce chiara e distinta che illumina tutti gli
uomini, e che, nel momento in cui si lasciano guidare da questa,
consente loro di comprendere quelle verit eterne che
costituiscono il fondamento di ogni nostra conoscenza. E non 
forse Dio stesso che li illumina direttamente?  E quali migliori
ragioni si possono addurre per questo modo di agire della sapienza
infinita, del fatto che essa intenda dare all'umanit regole fisse
per distinguere il vero dal falso, specialmente in questioni della
massima importanza ai fini della loro felicit terrena ed eterna?.
C' stata indubbiamente una lunga serie di religioni tradizionali
che si sono sostituite l'una all'altra; e, per quanto ne sappiamo,
non esiste alcuna religione tradizionale che si sia mantenuta
identica a lungo, se non per il nome; e per quanto esista un gran
numero di sette che vanno sotto la medesima denominazione comune,
tuttavia esse sono divise tra loro quasi come se professassero
religioni diverse, e di conseguenza si accusano reciprocamente di
errori fondamentali. Tuttavia esse sono tutte d'accordo nel
riconoscere una legge di natura, e nel considerarsi
necessariamente obbligate a obbedire ai suoi dettami: cos tale
lume naturale, come quello del sole,  universale: e, se gli
uomini non tenessero chiusi gli occhi del loro intelletto, e non
si lasciassero accecare da altri, disperderebbe rapidamente tutte
le nebbie e l'oscurit che derivano dalle false tradizioni o dalle
false interpretazioni della vera tradizione.
C. Giuntini, Toland e i liberi pensatori del `700, Sansoni,
Firenze, 1974, pagine 95-97.
